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Viaggi Curiosi | Miti e leggende

La leggenda di Santu Antine

di Redazione | Apr 23, 2020

Fantasia e realtà si fondono nei racconti popolari della Sardegna

Un contadino sardo, intento nelle sue fatiche in campagna, fu prelevato dai Mori e fatto schiavo a Costantinopoli. Qui lo attese una vita di percosse, sevizie e stenti, sino a quando, un giorno, mentre era a terra colpito a sangue dai suoi aguzzini, un uomo bello e forte gli apparve come in sogno e gli annunciò la liberazione e il suo ritorno in Sardegna. Così, senza sapere come, si ritrovò a camminare su una bella spiaggia sarda, dove gli venne incontro lo stesso uomo apparsogli a Costantinopoli, il quale, rivelando la sua vera identità, gli disse: “Io sono San Costantino e ti ho liberato come promesso, ora prendi questo sacco di denari e costruisci una chiesa in mio onore in cima al monte Iesi di Sedilo”. E poi concluse: “Ricordatemi e festeggiatemi e io vi proteggerò per sempre”.

Il santuario fu eretto e attorno ad esso si organizzavano ogni anno feste e giostre equestri per ringraziare il santo degli innumerevoli miracoli ricevuti. San Costantino (in sardo logudorese Santu Antine), però, non si dimostrò soltanto benevolo, pure vendicativo. Un giorno, mentre erano in corso le celebrazioni in suo onore, un venditore di dolci e confetti trainava il suo banchetto verso il santuario in cima al monte. Il tragitto era reso difficoltoso dalla strada impervia e tortuosa, perciò l’uomo iniziò a imprecare contro il santo. Il carro si rovesciò e tutti i suoi dolcetti furono trasformati in piccole pietre.

Da allora la strada verso la chiesa è piena di sassolini che sembrano confetti. Durante un’altra edizione dell’Ardia, una donna, cui la celebrazione era poco gradita, si mise a deridere il santo e, soprattutto, a mettere in dubbio la sua capacità di compiere miracoli. All’istante fu trasformata in pietra. Tuttora una pietra a forma di donna si erge vicino al santuario. Per chi dileggia entità sacre, per gli egoisti, gli avari e gli invidiosi, sia uomini che donne, la pietrificazione è la punizione divina più comune nelle leggende e nei racconti popolari della Sardegna.

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