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Esce la 44esima guida Locali Storici d’Italia

di Redazione | Aug 27, 2020

Oltre 200 indirizzi dove rivivere e gustare la storia del Belpaese, con una nuova sezione sul bere miscelato

Oltre 200 alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie e caffè letterari antichi dello Stivale. La guida Locali Storici d’Italia, manuale gratuito nato col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oggi disponibile anche in versione App, promuove da 44 anni il turismo culturale abbinato al buon cibo, tipico di questi “musei dell’ospitalità”, come gli autori stessi amano definirle. Molti indirizzi arrivano a toccare anche i due secoli di attività, e sono tutti consultabili gratuitamente. Non cambiano i criteri di valutazione: i locali devono avere almeno 70 anni di attività alle spalle, conservare ambienti e arredi originali, cimeli, ricordi e documentazione storica sugli aneddoti e le frequentazioni più illustri.

In totale sono 213 in guida, di cui 37 solo in Veneto, regione che conta il maggior numero di insegne, seguita dalla Lombardia (34), la Toscana (26), il Piemonte (22), la Liguria (21) e la Campania (18). Tema centrale di quest’anno, il bere miscelato, a cui è dedicata una sezione speciale che raduna tutti i punti di riferimento per gli amanti dei cocktail, come Caffè Camparino, locale del 1915 restaurato dall’architetto Piero Lissoni e con un’offerta gastronomica studiata da Davide Oldani, un tempo frequentato da Verdi, Puccini, Marinetti e Boccioni, ancora oggi arredato in stile liberty con un pavimento di inizio ‘900.

Confermati indirizzi leggendari come il Babington’s Tea Rooms a Roma, l’Albergo Palazzo Seneca di Norcia, il Caffè Meletti di Ascoli Piceno, Il Cambio a Torino, un tempo locale di fiducia di Cavour, la Grapperia Nardini di Bassano del Grappa, il Caffè Florian Venezia, l’Antica Bottega del vino di Verona, la Locanda del Cerriglio al porto di Napoli, dove si racconta Caravaggio fu assalito nell’ottobre del 1609. È una novità, invece, il Ch 1887 del ristorante Checchino di Roma, con i suoi cocktail creativi ispirati alla tradizione capitolina, come il Bloody Vaccinara, versione romana del Bloody Mary con sugo filtrato di coda alla vaccinare al posto del pomodoro.

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