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A tavola nel Rinascimento

di Redazione | Jan 08, 2019

Immaginate un posto che faccia rivivere il Rinascimento. Immaginate poi una cucina tradizionale ma attenta alle nuove sperimentazioni. Non ci riuscite?

 Immaginate un posto che faccia rivivere il Rinascimento. Immaginate poi una cucina tradizionale ma attenta alle nuove sperimentazioni. Non ci riuscite? Allora dovete provare il nuovo ristorante Ferro e Fuoco, il ristorante aperto lo scorso mese all’interno del VOI Donna Camilla Hotel di Trastevere (Roma) e chiaramente ispirato alle sue atmosfere rinascimentali.
Il progetto del locale è stato seguito dall’architetto Maria Ilaria Billi che ha unito elementi di modernità in perfetta armonia con lo spirito dell’ex convento in cui è stato ricavato l’hotel. Le tonalità dell’arredamento richiamano quelle del ferro e del fuoco spaziando dai grigi fumé ai toni ambrati e alle trasparenze, con note d’oro che impreziosiscono e richiamano gli antichi sfarzi rinascimentali. Accessori per la tavola in cristallo sintetico firmati da Mario Luca Giusti, l’artista fiorentino che espone al Metropolitan di New York, si abbinano con eleganza alle sedie dorate di Bontempi, vero must per ogni interior design che si rispetti!


 Tutto ciò non fa altro che sublimare il Menù Rinascimentale preparato dallo chef Emidio Gennaro Ferraro con il supporto dell’esperta Sandra Ianni, consulente gastronomica, autrice di libri sulla storia del cibo e delle bevande. È nato così un percorso enogastronomico che ripercorre i piatti dell’epoca rivisitati in chiave contemporanea: sono nate così delle ricette che risalgono a qelle che cucinavano le suore in convento nel ‘600  e mirano a regalare un’esperienza quanto più attendibile a livello di gusto, olfatto e di vista.

Diamo un’occhiata al Menù:

Piccolo pasticcio rinascimentale con ragù di carni bianche e salsa al tartufo

Era costituito da un involucro di pasta frolla dolce che poteva essere ripieno di pasta, di pesce e di verdure. Una vera prelibatezza era il pasticcio con ragù di piccione, sostituito poi con carni bianche.  Lo chef lo propone con un ripieno di maccheroni e carni bianche quali pollo e maiale.

Gnocchi di formaggio fresco, burro e salvia

Sono polpettine di formaggio realizzate con farina e uova usate come legante. La ricetta è presa da un ricettario del XIV secolo.

Galletto alle arance amare con acqua di rose, spinaci e schiacciatina di sedano rapa

Questa ricetta è tratta dal libro De Arte Coquinaria di Maestro Martino, cuoco estroso e modernizzatore per la sua epoca. L’acqua di rose impreziosisce il sapore con una nota floreale rendendo il piatto gustoso ma delicato

Biancomangiare con zucchero e melograno

Deve il suo nome per il fatto che viene preparato principalmente con ingredienti di colore bianco, simbolo di purezza e ascetismo. Le sue origini sono arabe ma già nel XII secolo si diffuse in Sicilia e in breve tempo nel resto d’Europa. Prima del Rinascimento era un piatto salato, successivamente divenne un dolce.

 

In abbinamento 4 vini:

  • Vernaccia di San Gimignano D.O.C.G 2017 – pieno, sapido, persistente con retrogusto di mandorla tipico del vigneto
  • La Cannaiola di Marta – Azienda agricola Castelli - apprezzabilmente dolciastro, al palato lascia sentore di frutti di bosco e fiori secchi, moderatamente ricco di tannini e con una delicata acidità abbastanza persistente sul finale.
  • Hypoclas di Donna Isabella De’ Medici Orsini - è un liquore a base di vino riportato alla luce dopo cinquecento anni. E’ ottenuto da una lunga macerazione di spezie, radici e fiori, da sempre utilizzati in medicina, nell’arte profumatoria e in cucina. È frutto di una profonda conoscenza erboristica e dell’arte liquoristica e coordinato da una profonda ricerca filologica.
  • Idro Mele -Giorgio Poeta Marche - il più antico fermentato della nostra storia che raggiunge i 14° alcolici. È composto da una miscela di  mieli monofloreali Giorgio Poeta, e pura acqua di sorgente, che vengono fatti fermentare. Odori freschi, erbacei, di frutta bianca, ananas e pesca sciroppata. In bocca rimane pieno, scolpito, non estremamente dolce, con una buona spalla acida, da cui spicca una leggera dolcezza.