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Top Italian Restaurants Special Awards 2021

di Elisabetta Canoro | Jan 03, 2021

I migliori ristoranti italiani all’estero secondo la prestigiosa classifica

Giunta alla sua quarta edizione, la Top Italian Restaurants, riunisce oltre 700 locali nel mondo di autentico sapore italiano, valutati con il classico rating da uno a un massimo di tre. La Guida si consulta gratuitamente al link www.gamberorossinternational.com/restaurants Nel tabellino finale si contano 18 Tre Forchette (ovvero i ristoranti fine dining), 13 Tre Gamberi (le osterie tradizionali e i bistrot), 15 Tre Spicchi (le migliori pizzerie) e 19 Tre Bottiglie (i migliori wine bar e cantine del vino italiano nel mondo). Per Tokyo ben sette premi speciali.

Affaccia sul Bund il Ristorante dell’Anno: Da Vittorio, Shanghai, è frutto della professionalità della famiglia Cerea che ripropone all’estero, il meglio della storica insegna a Brusaporto. Il merito è di un team perfettamente formato e affiatato, capitanato dalla bravura del giovane chef Stefano Bacchelli. Altissimo lo standard qualitativo, tra i piatti imperdibili, gli intramontabili paccheri alla Vittorio e il piccione a regola d’arte. Non è finita qui. Di prossima apertura, nel giro di pochi mesi, un bistrot all’interno del nuovo museo Ucca.

Mario Gamba, bergamasco a Monaco di Baviera è Chef dell’Anno. Autentico maestro della cucina italiana in Germania, ha fatto esperienza da un paese all’altro del mondo prima di scegliere la città tedesca per aprire nel 1994 il ristorante Acquarello. Sono oltre 25 anni che propone un inesauribile tesoretto di ricette regionali, rivisitzate con spirito creativo nel segno della tradizione. Preparate a regola d’arte le consistenze, il registro da fine dining così come quello delle paste fresche, anche in versione delivery.

Pizzeria dell’Anno è Peppe Napoli sta’ ca’’, a Tokyo. A ‘forgiare’ la miglior margherita oltre i confini nazionali è il talento di Giuseppe Ericchiello, titolare di due pizzerie di successo, dove gustare una pizza ariosa, soffice, impreziosita con ingredienti d’origine dal sapore certificato. E la distanza tra Napoli e Tokyo si azzera.

È a Bordeaux la Carta dei vini dell’Anno, che se l’è aggiudicata TentaziOni, bistrot nei vicoli del centro storico cittadino: pochi tavoli, arredi vintage e cucina creativa elaborata dallo chef sardo Giovanni Pireddu. La moglie Johanna ha invece redatto una carta dei vini ampia, ma soprattutto di gran personalità e carattere, scritta bene, ricca di produttori artigianali interamente votati al territorio. Le scelte sono coerenti, brillanti, con tanti produttori poco noti: i francesi apprezzano eccome.

Ristorante Emergente è Mono, a Edimburgo, completo di bar annesso, frutto dell’entusiasmo di una coppia affiatata di giovani chef lombardi, Andrea Pruneri e Simone Croci, alle spalle importanti esperienze in Scozia e in Francia, e l’esperienza di Joseph Crolla. Il menu mette insieme il meglio dei prodotti locali e italiani, in una sana e stimolante sperimentazione, in un percorso degustazione rock, perfettamente ritmato. Altrettanto valida la carta dei vini: giovane, fresca e super fruibile. A meno di due anni dall’apertura, la crescita è netta. E c’è ancora spazio per salire, appena il locale riaprirà i battenti.

Nuova Apertura dell’Anno è il ristorante Cori Pastificio Trattoria di San Diego. È frutto della perseveranza di Accursio Lota, origini siciliane di Menfi, ha fatto una carriera brillante in California, prima come chef del ristorante Solare per poi aprire lo scorso gennaio un Pastificio. In carta si spazia dagli arancini alle paste ripiene perfettamente tirate, classici come la parmigiana e una carta di vini snella, con piccoli produttori e tanti vini selezionati.

Il Premio Guardiano della Tradizione è stato assegnato a Da Emma, a Montreal, in Quèbec. A meritarselo è l’energica Emma Risi, che nel 1992 si trasferì qui con il marito Lorenzo Aureli, senza dimenticare il suo accento romano e portando con sé piatti e ricette che non sono mai cambiati. La sua è una cucina di gesti e consuetudine: semplice, autentica e saporita. Come raramente si trova in Nord America. Da non perdere, la pasta e fagioli, le polpette al sugo rigorosamente di vitella, l’abbacchio al forno o una cacio e pepe.

Tre Forchette:
8 e ½ Bombana, Hong Kong
Acquarello, Monaco di Baviera
Acquerello, San Francisco
Aromi, Praga Braci, Singapore
Buona Terra, Singapore Cioppino’s, Vancouver
Da Vittorio, Shanghai
Don Alfonso 1890, Toronto
Fiola, Washington
Il Ristorante Luca Fantin, Tokyo
Il Ristorante Niko Romito, Dubai
Lumi, Sydney Mancini, Stoccolma
Mosconi, Bruxelles
Pastamara, Vienna
Senza Nome, Bruxelles
Terra, Copenaghen

Tre Gamberi
Angelini Osteria, Los Angeles
Belotti – Ristoranti e Bottega, Oakland
Dilia, Parigi
Fico, Hobart
Gianni, Bangkok
Icaro, Tokyo
Passerini, Parigi
Pausa, San Mateo
Pianeta Terra, Amsterdam
Ruvida, Lisbona
TentaziOni, Bordeaux
Tipo 00, Melbourne
Torno Subito, Dubai

Tre Spicchi ‘O Munaciello, Miami
50 Kalò di Ciro Salvo, Londra
Al Taglio, Sydney
Bijou, Parigi
Bottega, Pechino
Futura, Berlino
Leggera Pizza Napoletana, San Paolo
Luigia, Ginevra/Dubai
Montesacro Pinseria, San Francisco
Napoli Sta Ca’, Tokyo
Nea Pizza, Amsterdam
Ribalta, New York
Song’ e Napule, New York
Spacca Napoli, Chicago
The Pizza Bar on 38th, Tokyo

Tre Bottiglie
1889 Enoteca, Brisbane
A 16, San Francisco
Ai Fiori, New York
AltoVino, San Francisco
Casa d’Angelo, Miami
Enoteca Italiana, Bangkok
Gallo Nero, Amburgo
Garibaldi, Singapore
Giando, Hong Kong
L’Avventura, Stoccolma
L’Enoteca di Mr. Brunello, Copenaghen
Marea, New York
Manifesto, Dublino
Osteria del Becco, Città del Messico
Piccola Enoteca, Zhubei City
SaittaVini, Dusseldorf
Sistina, New York
Terroni Bar Centrale, Toronto
Trattoria Popolare, Oslo

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