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Mathera: la resurrezione di una città

di Redazione | Jan 08, 2019

Nelle sale dal 21 al 23 gennaio il docufilm che racconta la Capitale Europea della Cultura 2019

Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, protagonista delle sale con la pellicola Mathera, il docu-film che sarà il 21, 22 e 23 gennaio nei migliori cinema italiani, prodotto da Magnitudo Film con Chili. Diretto da Francesco Invernizzi il film racconta del riscatto e della rinascita di Matera, dalle sue origini ad oggi: un viaggio attraverso ricordi e aneddoti, da quando la città venne definita “vergogna d’Italia” sino ai giorni nostri, che la vedono come una delle mete turistiche più desiderate d’Italia.

La città si trova al centro di un territorio estremamente dinamico dove la tradizione e la modernità si fondono in un viaggio tra il passato, il presente e il futuro dell’intera umanità. Il documentario propone una riflessione sulle bellezze e la storia di Matera rivelate dalle voci e dai volti dei materani, dalle loro emozioni. Sullo sfondo i sassi, la polvere, la terra arsa. Il fascino di Matera è quello della materia ancestrale: il tufo bianco delle facciate delle case nasconde l’entrata di stanze scavate nella roccia e abitate sin dalla preistoria. Poi il degrado, ma nonostante il passato ricchissimo, Matera non è piegata su se stessa ma vive un momento di pieno fermento, recupero architettonico e rilancio economico e culturale.

Il film è la storia di una resurrezione: quelle abitazioni nella grotta, talvolta senza finestre, buie e umide in cui uomini e animali condividevano lo spazio vitale, sono state svuotate a forza nel 1952, quando lo Stato Italiano ha deciso di scacciare e trasferire, in quartieri nuovi, gli abitanti dei Sassi, che vivevano in condizioni di povertà e malasanità estrema, emblema dell’arretratezza incredibile del meridione. Sono stati proprio quegli antri primordiali e disabitati a diventare chiave di volta della redenzione della città: nel corso degli anni, i discendenti dei loro abitanti sono tornati a riabitarli con caparbietà, chi per necessità, chi per il desiderio di riscattare le proprie origini. Gli edifici dei Sassi, così, sono diventati seconde case, laboratori, negozi, alberghi di lusso in cui si può rivivere l’atmosfera dei tempi passati.