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Finale Outdoor Region, paradiso open air

di Redazione | Mar 25, 2021

Nel tempio dell’outdoor si respira la storia, tra natura e sport

Forse non tutti sanno che fare escursionismo nel finalese è uno dei modi migliori per entrare in contatto con la natura e rivivere la storia di un antico passato, risalente a 350.000 anni fa. Una vacanza attiva open air, da percorrere a passo lento, grazie alle proposte di Finale Outdoor Region, percorrendo alcuni dei tanti sentieri di trekking del territorio di Finale Ligure, alla scoperta del patrimonio naturale, artistico e storico della Riviera delle Palme.

Natura, sport e libertà: questi gli ingredienti fondamentali di un’esperienza outdoor indimenticabile, di un viaggio responsabile a contatto con la natura, circondati da paesaggi meravigliosi, ricchi di storia e archeologia. Finale Ligure e il suo territorio – la “Capitale dell’Outdoor” – propongono una vasta offerta in termini di percorsi in mountain bike, falesie per l’arrampicata, sentieri escursionisti e attività di mare. Qui, ad ogni passo, si respira il fortissimo legame che questi luoghi hanno con la storia. Le prime tracce della presenza dell’uomo in questa zona risalgono a 350.000 anni fa: un passato che ha lasciato testimonianze importanti, come la Pietra del Finale, enorme deposito sedimentario calcificato ed emerso dal mare, da scoprire percorrendo sentieri unici. Ecco quindi una selezione dei sentieri più semplici ricchi di spunti e suggestioni, sia dal punto di vista storico che paesaggistico.

I ponti romani della Val Ponci
Nel finalese, uno dei più suggestivi itinerari percorribile a piedi o in bike, attraversa la caratteristica Val Ponci, alle pendici dell’imponente Rocca di Corno, che presenta testimonianze del periodo romano (ponti, grotte e cave). Trae il suo nome dall’antica denominazione di vallis pontium (‘valle dei ponti’, appunto) ed è ricca di reperti fossili ed antropici. In un incontaminato paesaggio naturalistico, è ancora possibile percorrere parte del tracciato dell’antica via Iulia Augusta, privo di difficoltà, lungo il quale si raggiungono i resti di ben cinque ponti romani, alcuni ancora in ottime condizioni, che arricchiscono di interesse storico il percorso.

Sant’Antonino e Castrum Perticae
La Valle di Perti è un museo a cielo aperto: qui infatti si ripercorrere molto storia del finalese, tra borghi medievali, antiche chiese, castelli, vie di arrampicata su meravigliose falesie e antiche tracce di coltivazioni e terrazzamenti. Da Perti Alto si giunge alle rovine di Castrum Perticae, risalente al XII secolo, castello collocato su una ripida altura, tra la Valle dell’Aquila a est e quella di Perti a ovest e, durante la dominazione bizantina in Liguria, venne fortificato con due lunghe cortine murarie intervallate da torri rettangolari.

Pollera e Pian Marino
Con il suo maestoso antro a due ingressi la Grotta Pollera, in località Rio della Valle, è uno dei siti preistorici più importanti del finalese, con numerosi reperti risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo. La Pollera è infatti una delle più importanti cavità carsiche della zona e, diversi scavi archeologici, hanno portato alla luce testimonianze del Neolitico (Cultura della Ceramica Impressa 5800-5000 a.C. circa). Il sentiero inizia dalla Località Cianassi, si prosegue per Località San Carlo fino a raggiungere la vasta cavità della grotta. Dopo aver visitato la grotta, si ripercorre a ritroso il sentiero per tornare al bivio presso la cappelletta di San Carlo, prendendo successivamente il sentiero che conduce a Pian Marino, conca di origine carsica immersa in uno scenario naturale emozionante, da cui emergono le note falesie di Montesordo e le cave di Pietra del Finale.

Non solo trekking: arrampicata e mountain bike alla scoperta del finalese. I 3 itinerari proposti sono infatti un assaggio dei tanti percorsi alla scoperta del territorio e il modo migliore per non perdersi le tante gemme nascoste presenti, è partecipare ad un Archeotrekking, iniziativa promossa dal MUDIF – Museo Diffuso del Finale. La Val Ponci è perfetta anche in bici o in e-mtb e rappresenta un classico itinerario perché permette di raggiungere facilmente una delle mete più amate dai bikers: l’Altopiano delle Manie. Qui possiamo visitare l’Arma della Manie, una delle più grandi grotte del territorio dove sono stati rinvenuti reperti riferibili all’Uomo di Neanderthal, oggi collocati nel Museo Archeologico del Finale a Finalborgo. L’antro della caverna è molto ampio ed è da sempre stato utilizzato a partire dal Paleolitico medio sino ad oggi come stalla, riparo per gli attrezzi, macina e frantoio dai contadini locali. Non dimentichiamoci che la rete sentieristica conta centinaia di sentieri e oggi è considerata la capitale mondiale dell’enduro.

E gli scalatori? Chi si avventura sulle vie lunghe di Bric Pianarella, il “big wall” finalese, potrà facilmente imbattersi nel suo menhir, pietra naturale alta circa 90 cm infissa in una spaccatura della roccia, che presenta un foro naturale nella parte superiore, all’interno del quale è possibile assistere alla nascita del sole negli equinozi di primavera e d’autunno. Oppure, per chi sceglie di scalare nella magica cornice di Boragni, vale sicuramente la pena cercare l’ingresso della Grotta della Strapatente, una galleria naturale risalente al periodo del Miocene. All’uscita a sud si gode di un bel panorama sulla verde e selvaggia Val di Nava, mentre sopra l’ingresso nord della grotta si trova il Dolmen della Strapatente, una struttura megalitica risalente all’Età del Bronzo.

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