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Arriva una nuova Galleria della Sostenibilità al Muse

di Redazione | Oct 04, 2021

Nasce al Museo delle Scienze di Trento, uno spazio espositivo legato ai delicati temi della questione climatica

La conoscenza può aiutarci a capire che le nostre sfide di cittadini di una comunità globale sono profondamente interconnesse. Nasce da qui il progetto “Un piano per la sostenibilità”, lo spazio che inaugura il 4 ottobre al Muse, Museo delle Scienze di Trento, per esplorare i molteplici futuri del nostro abitare il pianeta. Nei 400 metri quadrati di spazio, sono esposti anche casi concreti e visioni di temi particolarmente controversi, realizzate in forma di interviste intergenerazionali.

Una selezione di casi concreti di ricerca e sviluppo e di esperienze produttive e imprenditoriali – infine – racconta come anche il settore privato rivesta un ruolo chiave nel percorso verso il raggiungimento dei 17 SDGs dell’Agenda 2030, attraverso lo sviluppo di modelli più sostenibili. “Inquinamento, radioattività, trasformazione dei paesaggi, alterazione del clima, estinzione di massa” è uno dei temi in mostra: la presenza dell’umanità sul Pianeta sta lasciando tracce che potranno essere rilevate nelle rocce anche fra centinaia di migliaia di anni. Molti scienziati sono convinti che siamo in una nuova epoca, l’Antropocene.

La scienza non ha ancora ufficializzato il termine, anche se le prove del nostro impatto crescono giorno dopo giorno. Viviamo in un’epoca di profonda trasformazione ecologica ed ogni cambiamento porta con sé rischi e opportunità: saremo in grado di gestirli al meglio? Il Plastiglomerato è invece una “roccia” originatasi dall’aggregazione di materiale plastico fuso che solidifica inglobando tutto quello che è presente nell’ambiente di formazione, da frammenti rocciosi a residui di attività umane. I primi plastiglomerati sono stati ritrovati e descritti alle Hawaii nel 2013. Non manca un progetto di ripristino ambientale che ha per focus le barriere coralline, frutto dell’impegno del Centro MaRHE dell’Università di Milano-Bicocca.

Il Centro si occupa del restauro delle barriere coralline e ha messo a punto tecniche efficaci per ripristinare e garantire la sopravvivenza delle specie che popolano questi ecosistemi, tra i più ricchi al mondo di biodiversità. I visitatori potranno anche muoversi nella Goal Zero Area, che racconta 8 storie imprenditoriali ed è l’inizio di un percorso che ha come obiettivo amplificare e diffondere capillarmente conoscenze e prassi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030. Ma cos’è il Goal zero? Ideato nel 2017 dal Gruppo Lavazza, è l’obiettivo primo da raggiungere che prepara e spiana la strada a tutti gli altri dell’Agenda 2030, ossia la conoscenza.

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