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Parco Nazionale del Circeo, paradiso naturalistico

di Redazione | Oct 25, 2021

Da area inaccessibile ad oasi naturalistica, dal mito alla realtà, si dipana tra promontorio, le dune, l’Isola di Zannone, le zone umide e la foresta

Fino ad 80 anni fa era un angolo selvaggio inaccessibile all’uomo, complice il rischio di contrarre la malaria, ma lo Stato decise di investire tempo e risorse in un progetto di bonifica finalizzato a rendere fruibili ai visitatori quelle che oggi sono le 5 perle del Circeo: oltre al già citato promontorio, le dune, l’Isola di Zannone, le zone umide e la foresta. Ora il Promontorio del Circeo, è chiamato “skyline”, la sua storia legata a uno dei racconti più antichi della letteratura epica: quello dell’incontro fra Ulisse e la Maga Circe, che pare abitasse proprio su quei pendii, tra fitte foreste e arbusti tipici della macchia mediterranea, dove il Parco Nazionale del Circeo raggiunge la sua massima altitudine, offrendo ai visitatori un punto di vista privilegiato sul territorio circostante.

Vanta uno dei sistemi dunali tra i più estesi d’Europa e si caratterizza per i tumuleti, strutture alte circa 30 metri che formano un’enorme diga indirizzando le acque provenienti dai Monti Lepini verso il mare; quelle che non riescono a raggiungerlo, invece, diventano piccoli bacini stagnanti come il Lago di Sabaudia (in cui si specchia la Villa di Domiziano, una piccola Pompei sul mare) o il Lago di Fogliano. Poi c’è la foresta “planiziaria” (“di pianura”), composta da piante resistenti al caldo che normalmente vivono nelle zone boschive con un clima temperato, come l’area naturalistica compresa fra Polonia e Ungheria. La loro resilienza si deve sia alla discreta quantità di acqua contenuta nelle radici, che alla presenza delle dune, barriere naturali capaci di proteggere la vegetazione dalle brezze marittime.

Da qui, con un’ora di navigazione, è possibile raggiungere l’Isola di Zannone, una delle poche in Italia ad aver conservato intatta una foresta di leccio ampia e lussureggiante sul versante Nord (momentaneamente inagibile a causa del dissesto geologico, ndr)». Oggi i turisti possono ammirare da vicino specie rare quali la palma nana nel “quarto caldo” del promontorio (una fascia di territorio che strizza l’occhio alla costa africana), la lepre italica nella foresta e circa 260 uccelli acquatici in prossimità delle zone umide.

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