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Top Italian Restaurants, la classifica

di Redazione | Dec 20, 2021

La Guida del Gambero Rosso 2022 svela quali sono i migliori locali del Made in Italy nel Belpaese e all’estero

La nostra cucina, si sa, è apprezzata in Italia e all’estero, nei blasonati ristoranti di ogni parte del globo. A tracciare un itinerario goloso, stilando la Guida dei Top Italian Restaurants è il Gambero Rosso nell’edizione 2022 festeggia il suo quinto anniversario. Titolati, i ristoranti premiati con forchette, bistrot e trattorie con i gamberi, wine bar ed eno-tavole con le bottiglie, pizzerie con gli spicchi, per un totale di circa 800 location.

«Dobbiamo tanto alla ristorazione italiana nel mondo, nostro vero punto di forza, il motore dell’export enogastronomico italiano capace anche quest’anno di segnare un nuovo record, confermando un trend eccezionale nel contesto economico tricolore», commenta Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso. In particolare, sul finire dell’anno si registrano una lunga serie di aperture eccellenti, da Gucci Osteria di Massimo Bottura a Tokyo a La Devozione del Pastificio Di Martino a New York, recentissima l’inaugurazione del nuovo Ristorante Niko Romito all’interno del Bulgari di Parigi.

Sempre a Parigi, dopo anni di ristrutturazione, allo storico grande magazzino Samaritaine del Gruppo Lvmh apre la Langosteria, voluta personalmente da monsieur Bernard Arnauld. Luigi Salerno, amministratore delegato del Gambero Rosso fa notare «All’estero c’è sempre più una forte richiesta di semplicità anche in contesti lussuosi. I gourmet impazziscono per uno spaghetto al pomodoro, una pasta e patate o l’immediatezza di una cotoletta alla milanese».

I piatti del Ristorante dell’Anno si ordinano in Belgio, precisamente nelle Fiandre Occidentali, a Knokke, piccola cittadina balneare sul Mare del Nord. Il premio va al Gellius locale, frutto della collaborazione tra il gallerista Gianni Piretti e lo chef Alessandro Breda, già proprietario di Gellius a Oderzo in Veneto; uno dei rari casi in cui il ristorante satellite ricalca fedelmente lo spirito del locale bandiera, grazie al lavoro del cuoco Davide Asta.

Chef dell’Anno? È Carmine Amarante del ristorante Armani, di Tokyo, che ha saputo trinnovare l’identità di un locale standardizzato su alcuni registri classici. È campano anche lo chef del premio Apertura dell’Anno: si tratta infatti di Antimo Maria Merone, che dopo l’esperienza con Umberto Bombana si è messo in proprio con Estro a Central Hong Kong. E ancora, il Ristorante Emergente è Fenix a Kiev, dove lo chef Stefano Antoniolli in poco tempo ha saputo realizzare un menu stimolante e creativo in un luogo dove la reperibilità di prodotti è davvero difficile. Il Premio Guardiano della Tradizione valorizza il lavoro dello chef Francesco Mazzei, cuoco e imprenditore a Londra dove guida tre ristoranti (Sartoria, Radici, Fiume).

Pizzeria dell’Anno è Futura a Berlino, già premiata due anni fa, nel pieno rispetto della tradizione napoletana e in continuo aggiornamento grazie agli studi del pizzaiolo Alessandro Leonardi. Per sorseggiare la miglior selezione di nettari si vola fino in Australia, a Brisbane, dove la Carta dei vini dell’Anno se l’è aggiudicata 1889 Enoteca, in abbinamento ad una cucina dal piglio romano, perfetta sentirsi a casa anche a 16mila chilometri di distanza.

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