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Roma, è ancora Domenica Classica e Parsifal Piano Trio

di Redazione | Jan 29, 2022

Ritornano gli appuntamenti musicali del Teatro Sala Umberto di Roma

Riapre il Teatro Sala Umberto in una soleggiata domenica romana di gennaio 2022, avendo chiuso causa pandemia nel febbraio 2020. Organizzati dalla Associazione “Suono e Immagine Onlus” con la direzione artistica di Lorenzo Porta Del Lungo, riprendono, a distanza di ben due anni, gli appuntamenti musicali con Domenica Classica e con il Parsifal Trio composto dalla pianista Anna Paola Milea, la violinista Jalle Feest e la violoncellista Emilia Slugocka.

Lo scopo della Associazione è di diffondere cultura e conoscenza della musica attraverso regolari appuntamenti che offrano brani di autori noti e meno conosciuti, preceduti da una presentazione introduttiva al concerto e ai compositori. Il concerto di riapertura propone un programma interessante perché oltre il fascino di Beethoven, Debussy e Schumann include alcune composizioni meno note di due artiste di grande spessore vissute tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento. Se essere donne e affermarsi come valenti professioniste nel proprio lavoro non è mai stato facile, tanto più non lo era oltre un secolo fa.

Melanie Helene Bonis (1858-1937), In concerto “Soir Matin” Allieva di Cesar Frank e compagna di studi di Claude Debussy, faticosamente si aprì la strada alla professione di compositrice, superando l’opposizione della famiglia, e si accostò al pianoforte da autodidatta. Sebbene vivesse in una Parigi libera e progressista, si faceva chiamare con lo pseudonimo di Mel per non rivelare la sua identità femminile e sfuggire alla sottovalutazione ed emarginazione da parte di un mondo culturale e di una società dominata dagli uomini. Ebbe una vita assai difficile e di grande sacrificio interiore segnata da un forzato abbandono del Conservatorio e della musica e da un matrimonio impostole dai genitori.

Ritrovare il suo vero amore Amedèe la indusse a riprendere la composizione e a musicare e pubblicare le poesie da lui scritte in alcune raccolte. Una vita divisa tra marito e amante, il senso religioso e i forti principi etici la portarono alla depressione. Solo conforto le restava la musica. Mel Bonis ci ha lasciato oltre trecento opere, anche di impegno sinfonico, che meritano di essere conosciute ed ascoltate. Il suo stile è romantico e arricchito da un ricercato impressionismo. Nei primi anni del Novecento i suoi colleghi musicisti e compositori finirono per stimarla ma non quanto avrebbe meritato.

Più facile la vita e la carriera di Lili Boulanger (1893-1918) in concerto “D’un matin de printemps”. Veniva da una famiglia di musicisti, compositrice anche lei, e sorella della direttrice d’orchestra, insegnante e compositrice Nadia Boulanger. Certamente un ambiente propizio allo studio. Fu precoce nel comporre e, prima donna nella storia, vinse il Prix de Rome che le portò fama e successo di pubblico come di critica. Nonostante una vita molto breve, mori a 24 anni, ha lasciato molte opere sia strumentali che per canto e rimane una delle maggiori compositrici nella Storia della Musica.

In questo concerto abbiamo ascoltato “Reverie” di Debussy (1862-1918) e In questa occasione, per il Parsifal Piano Trio la pianista Anna Paola Milea ha trascritto la composizione con grande sensibilità e capacità. Ma, come ha sottolineato più di un critico, il desiderio di Debussy di soddisfare il grande pubblico con questo e con altri pezzi per pianoforte, non sempre ha trovato l’equilibrio musicale tra il facile ascolto e la maestria polifonica. Con Robert Schuman (1810-1856) si avverte la potenza della sua musica da camera.

In concerto “Duett e Finale dai Fantasiestucke op88”. Non tutti sanno che Schuman era compositore, pianista e critico musicale e da molti considerato iniziatore ed esponente del romanticismo musicale. Persegue diverse esperienze nell’ambito della composizione. Quando doveva esprimere un parere come critico musicale utilizzava due pseudonimi: Florestano ed Eusebio che lui utilizzava secondo l’umore, lo stato d’animo e il tipo di musica, più o meno intima, da firmare o commentare.

Voleva portare innovazioni ed uscire dai canoni formali del suo tempo, ma le sue prime composizioni non trovarono favore se non tra gli amici, perché ritenute troppo complesse dal grande pubblico. Sposò Clara Wieck, talentuosa pianista e compositrice, una delle figure più importanti dell’epoca romantica. Le due anime che convivevano nella stessa personalità artistica e lo sdoppiamento della personalità di Schuman purtroppo superavano l’ispirazione e la capacità creativa e preludevano alla instabilità mentale che lo condusse a una morte infelice in manicomio.

Ultima parte del concerto è dedicata al mostro sacro Ludwig van Beethoven (1770-1827) In concerto “Trio per archi e pianoforte, op70 n.1 “Dei Fantasmi”. Compositore, pianista e direttore d’orchestra, rappresentante del classicismo viennese, è considerato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Beethoven torna a scrivere i Trii op.70 a distanza di quasi quindici anni. Composizioni romantiche, intense ed espressive, a tratti, di una atmosfera soffusa ed irreale, accompagnate dagli archi sottovoce. Una composizione definita dalla critica enigmatica e geniale.

A cura di Daniela di Monaco

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