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Occhio al 13… anche in volo!

di Eleonora David | Nov 08, 2018

13, questo sfortunato… o fortunato? Paese che vai, usanza che trovi! Di base il numero è considerato “iettatore” nella maggior parte delle culture, mentre in alcuni Paesi (in Tibet, ad esempio) è considerato simbolo di fortuna e prosperità. Noi italiani siamo divisi in due: una parte segue la scia della superstizione, l’altra abbraccia il filone della fortuna. C’è chi fa risalire l’origine della superstizione alla mitologia scandinava, quando ai semidei se ne unì un tredicesimo, che però si rivelò malvagio e crudele con gli uomini di quelle terre. L’associazione più conosciuta nella nostra cultura, invece, è sicuramente quella con Giuda, il tredicesimo apostolo seduto a tavola nell’Ultima Cena di Cristo.


Quale che sia l’origine della superstizione, anche in ambito turistico non mancano elementi scaramantici: l'Aeroporto Internazionale di Memphis, ad esempio, è privo dei gate A13, B13 e C13; la compagnia aerea Brussels Airlines ha modificato il proprio logo - una B composta da 13 punti (tanti quante le sue rotte in Africa) - per le lamentele di alcuni clienti superstiziosi, e molte compagnie aeree (ad esempio Ryanair e Alitalia) non inseriscono sui loro mezzi la fila numero 13, passando direttamente dalla numero 12 alla numero 14.