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Bella Napoli

di elisabetta canoro | May 06, 2019

Fine settimana nella città partenopea, tra arte, storia, caffè storici e cucina verace

Napul'è cantava Pino Daniele, tra i più noti cantautori partenopei di sempre. Un napoletano verace, Pino, una dichiarazione d'amore autentica e sentita queste note scritte per la sua città nel 1977, parte del suo album d'esordio “Terra mia”. Emerge la passione, l'attaccamento e il senso d'appartenenza alla città che vive all’ombra del Vesuvio, Napoli, piena di contraddizioni, cantata e celebrata anche da tanti altri, da Gigi D'Alessio al grande tenore Enrico Caruso. Del resto Napoli è una melodia, è musica, è viva.

Anima e cuore si fondono, il suo spirito risuona nell'eco delle voci dei venditori nei mercati di Spaccanapoli, mentre il suo cuore batte nel nucleo antico: circa 2.800 anni di storia racchiusi in un gran numero di castelli, residenze reali, ville, palazzi monumentali, chiese storiche, catacombe, chiostri, edicole sacre e resti dell'età classica, risultato di sovrapposizioni di stili architettonici diversi che convivono armoniosamente.

Per scoprire il capoluogo partenopeo, si parte dal suo fulcro storico. Dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, si dipana nei quartieri San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicarìa, in buona parte nell'area dei decumani superiore, maggiore e inferiore, le tre antiche strade di Napoli create alla fine del VI secolo a.C., che già in epoca greca erano il centro città.

Se Via dei Tribunali si snoda nel decumano maggiore e Via dell’Anticaglia nel superiore, Spaccanapoli è l’antico decumano inferiore: un rettilineo di un paio di chilometri, plasmato da più strade in sequenza che dall’alto del Belvedere di San Martino taglia Napoli in due. È lo scrigno artistico e turistico della città, il suo cuore pulsante. Oltre a scampoli di “napoletanità” di vario genere, infatti, vi si concentra gran parte del ricco patrimonio artistico.

A cominciare da piazza del Gesù, con la monumentale Chiesa del Gesù Nuovo o della Trinità Maggiore), fregiata da un’alta concentrazione di pittura e scultura barocca (opera dei più influenti artisti della scuola napoletana) e dalla facciata recuperata da un palazzo signorile del ‘400, difronte all’obelisco dell’Immacolata e il complesso del monastero di Santa Chiara, con la basilica e il suo celebre chiostro decorato di “riggiole” (mattonelle dipinte).

Sono una sosta obbligata anche la Basilica di San Domenico Maggiore, di epoca angioina, incorniciata da alcuni dei palazzi più rinomati (Sagro, Petrucci, Saluzzo di Corigliano, Sangro di Casacalenda) e la Cattedrale, il Duomo di Santa Maria Assunta con l’odierna facciata di Enrico Alvino, architetto dell’Ottocento, che all’interno custodisce la pregevole Cappella del Tesoro di San Gennaro.

Imperdibile, in un vicolo dietro Spaccanapoli, nella Cappella Sansevero, il Cristo Velato, scultura marmorea ipnotica, opera di Giuseppe Sammartino talmente bella che si dice che il Canova stesso avrebbe voluto dare dieci anni della sua vita per essere stato artefice di un'opera simile. Il tutto compreso da altre due vie che fanno al storia di Napoli: via Toledo, dalla parte del Vomero, e dalla parte del Duomo, via San Gregorio Armeno, la cosiddetta “via dei pastori”: un susseguirsi incessante di negozi-laboratorio con 10mila varianti di bambinelli, San Giuseppe, Madonne, angioletti, re magi e personaggi celebri.

Su tutti, Le opere di Ferrigno, considerato tra i caposcuola nell'arte della terracotta, e il maestro Genny Di Virgilio, attivo dal 1830, con la sua magica bottega di presepi napoletani. Per gli strumenti musicali il riferimento è via San Sebastiano, e poi ci sono i mercati caratteristici come Pignasecca, mentre subito dopo Spaccanapoli, in Corso Umberto, il Borgo degli Orefici raccoglie i prodotti della pregiata lavorazione dell’oro, dell’argento, insieme a via degli Orafi.

È questa la vera “passeggiata napoletana”. Che include, ovviamente, una sosta nei caffè storici e letterari di Piazza Bellini e tutt’intorno. Il punto di ritrovo della Napoli bene è il Gran Caffè Cimmino, defilato in una traversa di via Filangieri, a pochi passi da piazza dei Martiri, salotto borghese della città. A Spaccanapoli per comprare i taralli l’indirizzo di riferimento è Leopoldo Infante, mentre a detta dei napoletani, la sfogliatella migliore della città si compra, sempre calda, da Attanasio, vicino alla Stazione Centrale, un locale dall'atmosfera d'altri tempi con arredi semplici.

Il babà numero uno è quello del Capriccio, in via Carbonara, difronte a Palazzo Caracciolo, by Sofitel, elegante albergo ricavato in un palazzo storico, con stanze tutte diverse, sede di mostre d’arte. Ma Napoli è una città tutta da gustare: oltre al rito del caffè, il ragù, la pizza, la pastiera. Una cucina incredibilmente varia fatta di piatti poveri, come ‘o rraù di eduardiana memoria, ottimo da Tandem, piccolo locale alla mano con arredi di legno e pareti piastrellate. Per la pizza che si sa è nata qui, c’è solo l’imbaratto della scelta.

Gli imperdibili sono, ovviamente, Da Michele, Gino Sorbillo, Eancora, Concettina ai Tre Santi, l’Antica Pizzeria Port’Alba, ma l’elenco è infinito. Tanta passione forgia gli ombrelli in seta, pezzi unici fatti a mano, di Mario Talarico in vico Due Porte a Toledo, che, attivo dal 1860, è una delle più antiche ditte artigiane di Napoli.

Un’altra passeggiata parte da Castel Nuovo fino a Mergellina. Dal possente Maschio Angioino, la fortezza-palazzo realizzata sotto il regno di Carlo I d’Angiò, si procede in direzione ovest. In poco più di 400 metri, si attraversano via san Carlo e piazza Trento e Trieste, dove il leggendario Caffè del Professore (Il Vero Bar del Professore) serve 60 tipi di caffè con ottime sfogliatelle fatte a mano in un locale dall'atmosfera rétro.

Passando davanti al Teatro San Carlo e alla Galleria Umberto I (qui da Barra si acquistano le famose ceramiche di Capodimonte), prima di sfociare sulla pavimentazione a basolato di piazza del Plebiscito (dal 1995 un autentico museo a cielo aperto che ospita vari artisti), l’emiciclo compreso tra la facciata del settecentesco Palazzo Reale, la fronteggiante chiesa di San Francesco di Paola, che riecheggia nelle forme il Pantheon romano e il Gran Caffè Gambrinus, in via Chiara, ritrovo di intellettuali e galantuomini fin de siecle, arredato in stile Liberty e fondato nel 1860, erede dell’antica tradizione napoletana del caffè.

Antica residenza dei Borboni voluta dal Carlo III di Borbone, Palazzo Reale o Reggia di Capodimonte, ospita le Gallerie Nazionali che raccolgono opere di Tiziano, Raffaello, Correggio, Masaccio, Mantegna e Caravaggio e vari musei fra cui il Museo Civico Gaetano Filangieri. Dalla piazza si scende verso il mare e, affacciati al parapetto di via Cesare Console, si domi na il porto turistico di Molo Beverello.

S’imboccano quindi via Nazario Sauro, via Partenope e via Caracciolo, dove l’orizzonte si apre su uno dei lungomare più suggestivi al mondo. Lo sguardo, sospeso e attento, si rivolge dapprima verso il normanno Castel dell’Ovo, poi verso i palazzi e gli alberghi del rione Santa Lucia. E ancora, nel quartiere Chiaia, verso i giardini della Villa Comunale, antica passeggiata nel verde, in passato galoppatoio per nobili cavalieri, sede dell’Acquario più antico d’Italia e d’Europa, fondato nel 1872 dal naturalista Anton Dohrn.

Infine, Mergellina, con il porticciolo, piccolo approdo naturale insieme a Mareschiaro e Santa Lucia, tre angoli della Napoli “di mare” nascosti, ricercati e caratteristici, con baie, spiagge e ristorantini romantici. Sono a ridosso della Collina di Posillipo che, con i suoi palazzi nobiliari e le splendide ville immerse nel verde, è tra le aree più incantevoli. Il quartiere delle boutique eleganti, tra artigiani di grande tradizione, accessori esclusivi e griffe internazionali è Chiaia, che si dipana tra le vie Filangeri, Calabritto, dei Mille, Cavallerizza, Bisignano.

Il tempio della cravatta di qualità è invece E. Marinella: dal 1914 produce cravatte esclusive realizzate su misura che esporta in tutto il mondo, mentre Camicie Sartoriali - Francesco Merolla è l’indirizzo per le camice su misura. Dal 1865 Tramontano è un must per le borse e valigie raffinate e di stile, in pelle e cuoio, da uomo e da donna. Originali gioielli preziosi e semipreziosi sono creazioni di De Maria, pezzi unici d’artigianato contemporaneo sono i monili in argento di Vincenzo Oste.

Per gli antiquari le vie di riferimento per collezionisti italiani e stranieri sono Santa Lucia, Chiatamone, Morelli, sede dei negozi Uberto Bowinkel e Brandi. Oltre una ventina i musei da visitare in città. Da vedere, a pochi passi dal Duomo, il Museo Madre, con opere di Warhol, Fontana e, in via dei Mille, il Pan, il Palazzo delle Arti di Napoli, nello storico palazzo Carafa di Roccella, con esposizioni di arte contemporanea nelle sue molteplici forme. In totale, 6mila mq su tre piani dedicati alle arti visive. E poi ci sono i moderni centri polifunzionali come Trip, un po’ galleria d’arte, un po’ philosophy bar, un po’shop. Segno del nuovo che avanza.

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