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CIPRO: cultura alla corte di Venere

di Redazione | Jun 10, 2019

Dopo diecimila anni di miti, storia e inestimabili vestigia che documentano i rapporti tra le grandi civiltà del passato, Cipro rivela i segreti di antichi siti archeologici e apre nuovi percorsi che interpretano la sua storia e aiutano a comprendere quella dell’intero Mediterraneo.

Kypros, terza isola per grandezza del Mediterraneo, è una piattaforma naturale in cui i popoli del Mediterraneo si sono incontrati, sfidati e mescolati infinite volte nell'arco di 10.000 anni di storia. Cipro sin dall’era neolitica, ha visto il passaggio di tutte le civiltà che resero grande e potente il Mediterraneo.
Posta al crocevia tra Europa, Asia e Africa, Cipro sulle sue coste vide approdare Fenici ed Assiri, Egiziani e Persiani, Greci, Romani, Bizantini e Crociati - che ne fecero una propria base sulla rotta per la Terra Santa - e poi ancora Veneziani e Ottomani, fino ad arrivare, in tempi più recenti, agli Inglesi. Ognuno lasciò tracce di sé, consegnando all’isola un patrimonio variegato che oggi costituisce un vero museo all’aria aperta.

UN PATRIMONIO IN “RETE”
Cipro può appagare interessi archeologici d’ogni sorta. Una ricchezza unica, che il Dipartimento delle Antichità di Cipro ha messo in rete. Sul sito www.mcw.gov.cy/da si possono ora trovare, in greco e in inglese, informazioni sulla storia, sulle missioni archeologiche, sugli scavi in corso, sulle pubblicazioni disponibili e su tutto ciò che concerne la legislazione in materia. Nelle varie sezioni è anche possibile visualizzare i diversi periodi storici ed artistici dell’isola, individuare l’ubicazione dei vari monumenti e dei siti archeologici disseminati sull’isola, consultare l’elenco completo dei musei e le rispettive schede descrittive, oltre che le informazioni utili per la visita, indirizzi e orari di apertura; la mappa di siti archeologici e numerose indicazioni sulle campagne di scavi in corso, incluse quelle finanziate da enti stranieri (una da istituzioni italiane).

IN GIRO PER L’ISOLA

LEFKOSIA (Nicosia)     Il centro cittadino dell’antica Ledra, ovvero la capitale Lefkosia, circondata da mura del XVI secolo, conserva l’incantevole atmosfera del passato. Importanti interventi di riqualificazione di alcune aree della città all’interno delle mura hanno restituito all’originario splendore la Moschea di Omeriye, già monastero di Santa Maria, sita all’interno di un convento agostiniano del XVI secolo e gli antichi bagni turchi, costruiti a fine del ‘500.
Sempre a Lefkosia, in uno dei quartieri oggetto del progetto di recupero artistico, è visitabile la George & Nefeli Giabra Collection. Allestita nel mezzanino del Phaneromeni Building, espone i tesori di una delle collezioni private più importanti di Cipro, donata da Clio e Solon Triantafyllides, che ribadisce il ruolo fondamentale dell’arte greca nel bacino Mediterraneo, dall’Età del Bronzo (2500 a.C.) alla fine del Medioevo (1600 d.C.) secondo un criterio museologico moderno. Seicento i reperti visibili, fra i quali esempi di ceramiche micenee del XIV –XIII sec. a.C. ritenute dagli esperti fra le più rappresentative al mondo. Dell’esposizione permanente fanno anche parte vasellame antropomorfo, bacili dipinti, statuette in terracotta delle divinità greche, gioielli, oggetti in bronzo e numerose sculture in pietra calcarea datate fra l’inizio del VI secolo a C. e il periodo Ellenico.
Punti d’onore di Nicosia sono poi le mura veneziane e il Museo Archeologico, in cui le glorie dell’antica Cipro sono ricostruite attraverso reperti e antichi tesori dal Neolitico all'epoca bizantina. Interessante anche il Museo Bizantino che conserva la più grande raccolta di icone di tutta l’isola.


Pafos        Dopo una doverosa tappa nella capitale, si può fare rotta per Pafos, che nei suoi bei dintorni vanta alcuni dei siti archeologici di maggior pregio. Nei pressi del porto, i mosaici romani delle case di Dionisio, Teseo e Aion. Poco lontane, le Tombe dei re di epoca tolemaica, l’Odeon di Pafos e la chiesa di Panagia Chrysopolitissa con annessa la basilica paleocristiana che fa parte dell’itinerario della “Strada di San Paolo” la rotta culturale che ripercorre il cammino del Santo.


Lemesos (Limassol)        Amathous, non lontano da Lemesos, è una antica città-stato dove, secondo la leggenda, Teseo affidò Arianna alle cure degli abitanti. Sulla strada per Pafos, il sito archeologico di Kourion, sviluppatosi dall'età classica fino al cristianesimo, in una splendida posizione a picco sul mare, è noto per il teatro greco-romano (II sec. a.C.), ancora oggi ribalta di rappresentazioni di teatro classico e manifestazioni culturali come l’International Jazz Festival. Poco lontano è il Santuario di Apollon Ylatis, dedicato al dio dei boschi, in cui si ammirano la palestra e i bagni. A venti minuti dal centro di Lemesos, alle porte di Erimi, luogo di antichi commerci di uve e botti del pregiato “vino di Cipro”, è aperto il Cyprus Wine Museum, realizzato dalla OINOUS Ltd e supportato dal CTO nell’ambito dei progetti di valorizzazione del turismo rurale. Una piccola enoteca documenta la produzione vinicola attuale, mentre il museo ricostruisce la storia dell’enologia isolana, tra informazioni sui vigneti autoctoni, filmati, ambientazioni di antiche cantine e metodi di raccolta delle uve. “Oleastro” - www.oleastro.com.cy - è invece una vera e propria “casa” dell’olivo, a 3 chilometri dal villaggio di Anogyra, sulle alture tra Pafos e Lemesos. Qui è documentato il ruolo dell’olio nella cultura e nella alimentazione cipriota. Come hanno rivelato i recenti scavi effettuati a Pyrgos Mavroraki da Maria Rosaria Belgiorno, primo ricercatore dell’ITABC.CNR (Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del Centro Nazionale delle Ricerche) di Roma, nell’isola di Venere la coltivazione dell’olivo era diffusa sin da epoca remota e l’olio utilizzato anche come combustibile.
L’edificio, fedele allo stile locale, accoglie sale espositive, una caffetteria, una libreria, macchinari vari e un frantoio tradizionale, tuttora attivo.

Larnaka     Di rilevante interesse storico ed archeologico anche Larnaka, con la Chiesa di Agios Lazaros, dedicata a San Lazzaro, patrono della città, scenografia di suggestive celebrazioni della pasqua ortodossa, è uno degli esempi più significativi dell’arte bizantina. Eretta nel IX secolo dall’imperatore Leone VI sulla tomba del santo e fedelmente ristrutturata nel ‘600, la chiesa di San Lazzaro conserva una iconostasi barocca intagliata nel legno e la tomba del Santo. Il più vecchio museo privato di Cipro, il museo archeologico della “Fondazione Pierides”, ospitato nell’antica casa in stile coloniale dell’omonima famiglia, espone un importante collezione di oggetti che testimoniano oltre 5000 anni di civiltà fiorita sull’isola.
Nel villaggio di Kiti, a 11 km da Larnaka, la Chiesa di Angeloktisti, conserva una magnifica abside, un mosaico del VI secolo raffigurante la Vergine, il Bambino e due Arcangeli. In zona, da non trascurare il sito archeologico di Choirokoitia, insediamento dell'età della pietra tra i più importanti di tutto il bacino mediterraneo che figura nell’elenco del Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO e il monastero di Stavrovouni, fondato nel IV secolo da Sant’Elena su un eremo roccioso, che consente la visita ai soli uomini.


Agia Napa       Alla ricchezza del mare che la circonda, Agia Napa ha dedicato il Thalassa Museum, aperto nel 2005 e diretto dalla Pieridis Foundation in collaborazione con l’Istituto Ellenico per la tutela delle tradizioni nautiche.
Il Museo del Mare “Thalassa”, nel centro di Agia Napa, è ospitato all’interno di un moderno edificio multifunzionale, caratterizzato da un’interessante architettura, ed ha come obiettivo la diffusione della conoscenza del patrimonio marino di Cipro, dalla preistoria ai giorni nostri.
Il pezzo forte della collezione è rappresentato dalla copia, riprodotta a grandezza naturale ed in grado di navigare, di una nave mercantile greca del IV secolo, affondata al largo della costa di Keryneia.


LE CHIESE BIZANTINE

Vanto dell’entroterra dell’isola sono le chiese bizantine. Solitarie, arroccate su speroni rocciosi o nascoste nel folto dei boschi, sono una cinquantina, ognuna custode  di  un mondo a sé dove si respira aria di antica saggezza e si ammirano straordinarie icone.
Ben dieci di questi edifici sacri fanno parte del patrimonio Mondiale dell’UNESCO. L’ultimo inserimento risale al dicembre del 2001, quando alla prestigiosa lista si è aggiunta la cappella di Metamorfosis tou Sotiros, la Trasfigurazione del Salvatore, sulla collina di Palaichori, dagli interni interamente dipinti da fini affreschi post-bizantini. Le altre nove si concentrano nella zona dei Monti Troodos. Particolarmente suggestive la chiesa di “Ayios Nicolaos tis Stegis”, ovvero “San Nicola del Tetto”, alla periferia del ridente paesino di Kakopetria, edificio dei primi anni dell’ XI secolo, successivamente impreziosito dal tetto in legno a cui oggi deve il nome;  “Panagia Podithou” di Galata, chiesa del 1502, con pitture murali italo-bizantine d’influenza rinascimentale; la chiesina di “Panagia tis Asinou” (XII secolo), a Nikitari sulla strada per Nicosia, la cui unica navata interna, a pianta rettangolare, è decorata da pitture murali di diverse epoche. Celeberrimo è il monastero di Kykkos, del XI secolo, dove si conserva un’icona dai presunti poteri soprannaturali.


LA STRADA DI SAN PAOLO

Dopo la “strada di Venere”, una nuova rotta culturale attraverso Cipro e l’intero bacino mediterraneo ripercorre il cammino di San Paolo. Cittadino romano nato a Tarso, in Cilicia, cresciuto nella stretta osservanza delle fede ebraica, di cui divenne un riferimento per rigore e severità, fu un tenace persecutore della chiesa cristiana, ma dopo la famosa “illuminazione sulla Via di Damasco” che segnò l’inizio della sua conversione, servì Dio con coscienza e straordinaria dedizione.
A questa conversione e alla sua opera di cristianizzazione si ispira la “Strada di San Paolo”, percorso internazionale caratterizzato da un’apposita segnaletica che ricalca i luoghi del Mediterraneo (Grecia e Italia incluse) in cui il Santo sostò durante i suoi pellegrinaggi. A partire dal 45 d.C., quando Paolo con Barnaba e un cugino, lasciarono Antiochia e iniziarono il primo viaggio missionario della storia. A Cipro, approdarono a Salamina, per poi trasferirsi nella regione di Pafos, antica capitale dell’isola inclusa nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tra i luoghi legati al passaggio di San Paolo, la chiesa di Crysopolitissa, costruita nel XIII secolo sopra le rovine della più grande basilica paleocristiana dell’isola. Nel cortile della chiesa è posta la colonna dove, secondo la leggenda, S. Paolo fu legato e flagellato prima di riuscire a convertire al Cristianesimo l’allora Governatore Romano Sergius Paulus.
Dell’itinerario fa parte anche la presunta dimora del Governatore i cui mosaici sono considerati tra i più raffinati del Mediterraneo Orientale, e il porto da dove il futuro San Paolo partì alla volta di Pergamo nella regione greca della Panfilia, nel 46 o 47 d.C.

LA ROTTA CULTURALE DI AFRODITE  

Un itinerario sulle orme di Afrodite, la mitica Dea Olimpica dell’Amore e della Bellezza, protettrice di Cipro. Il percorso si concentra sui siti archeologici consacrati all’antico culto di Afrodite ed include Palaipafos (Kouklia), Amathous e Kition. Questi sono connessi ad altri siti e musei, che espongono manufatti legati alla Dea. Facendo una passeggiata tra storia, cultura e mitologia si ha la possibilità di apprendere tutto su Afrodite, sulla sua nascita, sul suo mito, sulla sua personalità. L’itinerario dà anche la possibilità di conoscere i rituali connessi al suo culto e inoltre di familiarizzare con piante e conchiglie tradizionalmente associate alla Dea.

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