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Happy Bday Belmond Villa Sant’Andrea!

di Elisabetta Canoro
 | Aug 06, 2019

Compie 100 anni la storica dimora di Taormina della famiglia Manley


È l’emblema del lusso senza tempo. Una raffinata villa privata trasformata in elegante cinque stelle, magnificamente affacciato sulla Baia di Mazzarò. Il Belmond Villa Sant’Andrea compie cento anni, che ha celebrato con una festa memorabile in stile retrò a base di musica electro swing e bollicine firmate Moët & Chandon Impérial. L’affascinante storia dell’hotel l’hanno raccontata le suggestive immagini proiettate sulla facciata dell’hotel in uno spettacolare gioco di luci ed effetti speciali. Era il lontano 1850 quando l’ingegnere inglese Robert Trewhella arrivò in Italia per lavorare allo sviluppo delle infrastrutture del Belpaese, costruendo anche la leggendaria ferrovia Circumetnea, la linea ferrata che ancora costeggia la base dell’Etna. Lui e la moglie si innamorarono di Taormina e iniziarono a costruire una sfarzosa villa affacciata sulla spiaggia come residenza estiva, completata nel 1919 dal figlio Alfred, che la chiamò come il Capo Sant’Andrea.

Negli anni Venti del Novecento, i Trewhella ampliarono la villa, aggiungendo un giardino terrazzato con piante e flora mediterranea, arricchendo la casa con pezzi d’antiquariato e dipinti e rendendo Villa Sant’Andrea un angolo di paradiso siciliano. Trasformata in albergo dal 1943, fu ereditata dal nipote Richard Manley, primo direttore dell’hotel e dagli anni ’60 divenne un rifugio elitario, attirando l’alta società siciliana, vip e attori da Richard Burton a Elizabeth Taylor, da Francis Ford Coppola ad Al Pacino e Robert De Niro. 


Si dorme in 72 eleganti camere e suite con splendide terrazze che si allungano sul mare, mentre il meglio della cucina locale si gusta nei ristoranti dell’albergo, magistralmente orchestrati dallo chef Agostino D’Angelo. Per gli ospiti ha studiato piatti dai sapori netti nel segno della tradizione, alleggeriti e rivisitati grazie alle tecniche fatte proprie durante le esperienze all’estero. Ecco allora fare capolino in tavola, cous cous alla trapanese con mandorle tostate e pomodori canditi; involtini di pesce spada con foglie di alloro, fette di arancia e spinaci; astice e cantalupo con bottarga di tonno e salsa al frutto della passione; carte d’agnello in crosta di mandorle. 



Mandorle, pinoli, arance, pomodori, ingredienti unici di una terra che nell’anno del centenario si può vivere e assaporare grazie ad esperienze uniche, che riportano magicamente indietro nel tempo. E così si parte dalla spiaggia privata dell’hotel per navigare nell’azzurro del Mar Ionio fino ad Acitrezza: il villaggio di pescatori narrato da Giovanni Verga, dove si fa tappa per conoscere la famiglia Rodolico, maestri d’ascia dal 1908, ultimo cantiere navale specializzato nella costruzione a mano di pescherecci in legno. Il viaggio di scoperta prosegue a Catania dove si viene accolti per un pranzo privato a base di antiche ricette nel sontuoso palazzo nobiliare di Rosalba Cutore e della sua famiglia, nel cuore delle vie barocche del centro storico.

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