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Viaggio esperienziale nel Parco Nazionale dell’Aspromonte

di Eleonora David | Sep 16, 2019

Alla scoperta delle diverse zone dell’Aspromonte, tra la bellezza dei luoghi e del territorio e le eccellenze naturalistiche

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte si estende per 66mila ettari e comprende 37 comuni all’interno della provincia di Reggio Calabria. L’immagine che può rendere bene l’idea dell’Aspromonte, è quella di un polpo che, posizionato con la testa in corrispondenza della dolce cima del Montalto, distende i suoi tentacoli a raggiera verso il mare, disegnando e sagomando monti e valli, solcate da corsi d’acqua di natura assolutamente unica al mondo, le fiumare, le quali creano ripetute e spettacolari cascate. La capacità di trasporto delle fiumare è notevole, anche se di tipo intermittente, essendo legata ai periodi di maggiore piovosità; infatti, durante l’inverno, e solo occasionalmente nei mesi autunnali e primaverili, la portata aumenta notevolmente e rapidamente, mentre per il resto dell’anno il letto è secco, soprattutto in estate, quando la notevole temperatura favorisce l’evaporazione.

Montalto

Un tour in Aspromonte non può certo prescindere, quantomeno per chi arriva in aereo (Alitalia vola quotidianamente a Reggio Calabria), da una visita iniziale al Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, dove sono esposti i Bronzi di Riace. L’edificio del museo è stato progettato da Marcello Piacentini con l’intento di comunicare la storia, anche ai più giovani. “L’importanza del museo è data dal suo intento di riportare l’identità culturale del popolo reggino – spiega il dottor Giacomo Oliva, specializzato in educazione museale – tutti i reperti infatti provengono dal territorio”. Su 4 piani (più una splendida terrazza panoramica) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è diviso in più aree tematiche. I bronzi, fulcro delle visite al museo, rappresentano un mezzo di propaganda greca: significano forza, bellezza e sicurezza. Originarie del V secolo a.C., le due statue devono la loro importanza mondiale al fatto di essere due dei cinque esemplari di statua in bronzo presenti al mondo. Si passano 25 anni di differenza: la prima mira alla perfezione assoluta, ha muscoli più tesi e denti in argento (l’unica statua al mondo a possedere una dentatura simile!) mentre nella seconda prevale l’aspetto umano. Un bel gelato in mano, una passeggiata sul lungomare della città di Reggio, “il più bel chilometro d’Italia” come lo definì Gabriele D’Annunzio… e ci si dirige nel cuore verde pulsante del parco.

Caldaie del Latte

Il consiglio è di visitare entrambi i versanti d’Aspromonte, sia ionico che tirrenico, perché mostrano caratteristiche completamente diverse. Punto di partenza alla scoperta del parco potrebbe essere l’area grecanica, la più meridionale della Calabria, che abbraccia e custodisce in sé preziose pagine di storia e cultura. L’area grecanica, si presenta con un terreno arido, a tratti stemperato dal verde della macchia mediterranea. I paesi grecanici sono generalmente posti ad alcuni chilometri dalla costa, per lo più arrampicati su alture una volta difficilmente accessibili, testimoni di una civiltà antichissima, quella greca. Tesoro del territorio grecanico è il Borgo di Bova, Bandiera Arancione che tra il Castello, il Museo Lingua Greca, la Chiesa Bizantina e il Centro Visita Parco, dedicato alla cultura dei Greci di Calabria con oggetti e rappresentazioni della tradizione grecanica, merita decisamente una visita! Per alloggiare e passeggiare nella ‘capitale’ dell’area grecanica (anche di notte) è possibile provare l’esperienza dell’Ospitalità Diffusa curata dalla Cooperativa San Leo e Naturaliter, nel cui ristorante consigliamo anche cena, pranzo e aperipranzo con la Lestopitta, il tipico piatto della tradizione. La Società Cooperativa “San Leo”, oltre all’Ospitalità Diffusa, alla Ristorazione, al Trekking e all’Escursionismo nella Calabria Greca del Parco nazionale dell’Aspromonte si occupa di tramandare la cultura locale, tra strumenti tradizionali della musicale aspromontana come l’organetto, la zampogna e la lira calabrese, coperte in fibra di ginestra e oggetti d’artigianato. Rimanendo sempre sull’ala ionica del parco, molto interessante è visitare il Paese fantasma di Roghudi, un paese dove tutto è fermo al 1971, come racconta la Guida Ufficiale del Parco Noemi Evoli. “In due giorni ha piovuto quello che solitamente piove in un anno. Non abbiamo visto il sole per due giorni! – con queste parole gli ex cittadini ricordano l’alluvione che colpì il paese e costrinse gli abitanti a lasciare le case con tutto ciò che vi era dentro. Vecchi quaderni, bottiglie vuote, vestiti… tutto è fermo a quei maledetti giorni e tutto riporta alla memoria tempi che furono… Rientrano nell’area del Borgo di Roghudi Vecchio anche risorse naturali di notevole eccellenza geologica, che hanno permesso all’Aspromonte (meta di ricercatori da tutto il mondo per la caratteristica di sistema alpino al sud) di essere candidata alla Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco con il Progetto Aspromonte Geoparco: la Frana Colella, uno dei geositi pilota della candidatura, le Rocche del Drako e le Caldaie del Latte. La Rocca del Drako deriva il proprio nome dal greco ‘drako’ che significa occhio, per le caratteristiche forme della le cosiddetta Pietra, ossia un grosso monolite di roccia modellato dagli agenti atmosferici, che si presenta come un monumento naturale. Le Caldaie del Latte (in realtà originariamente dette Caldaie del Drako) sono chiamate così per la forma a mammella o forse per quella delle caldaie usate per la produzione di ricotta e formaggi.

capriolo

Passando sul versante tirrenico, il versante ‘verde’, più fresco, umido e boschivo, base di partenza è sicuramente Gambarie, fulcro turistico d’Aspromonte, dove si consiglia di alloggiare presso il 4 stelle Park Hotel Bellavista e paradiso dei ciclisti con il Gambarie Bike Park. Da non perdere in zona l’itinerario che con una facile escursione di circa 1,5 km totali con circa 80m di dislivello in salita (15 minuti) conduce verso Montalto, la cima più alta d’Aspromonte (1956 metri). Raggiungibile tramite un percorso ben segnato e interamente protetto da parapetti, il punto più alto consente un affaccio panoramico sull’Etna, sui due mari e buona parte dell’Aspromonte. Altrimenti denominato Monte Cocuzza, offre un panorama a 360° dalla sua cima, in cui si trovano la statua del Cristo Redentore, una statua in bronzo che sostituisce quella originaria del gruppo delle 20 statue che nel 1900 erano state collocate sulle cime più alte d’Italia, e la Rosa dei Venti, posta nel 1994 dal Gruppo Escursionisti Aspromonte. In condizioni di visibilità ottimale, lo sguardo spazia piacevolmente su uno dei panorami più belli di tutto il Mediterraneo: lo Stretto di Messina, risale verso le Eolie, Capo Vaticano e le Serre catanzaresi. Uno spettacolo davvero suggestivo. Il facile itinerario di mezza giornata Aspromonte a 360° condotto dalle Guide Ufficiali Parco d’Aspromonte come Andrea Ciulla e adatto anche ai bambini comprende Montalto, oltre che Piazza Nino Martino e Panoramica di Gambarie, tra una visita guidata e il trekking tra panorami e tramonti. L’itinerario La storia del sud invece conduce a Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove si trova il Cippo di Garibaldi, luogo in cui “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…”. Adagiato accanto ad un pino dai suoi uomini, Giuseppe Garibaldi venne fermato da piemontesi nella sua spedizione, a poca distanza dal Villaggio De Leo. Sul posto è stato eretto anche un mausoleo monumentale dedicato alle imprese in Aspromonte. A Santo Stefano in Aspromonte si trova invece l’Osservatorio della Biodiversità (in località Cucullaro), che promuove e svolge attività di studio sulle specie animali e vegetali del territorio calabrese, ed è un ottimo punto di partenza per scoprire la vita segreta degli alberi.

Un soggiorno alla scoperta dell’Aspromonte, le Alpi del sud, non può certamente prescindere da un’escursione alle Cascate Maesano (chiamate in dialetto ‘Schiucciu da spana’) attraverso il Sentiero del Brigante, un’escursione linerare di 4,5km circa con circa 300m di dislivello. Una volta raggiunta la base della Diga del Menta, la più grande in terra d’Italia, tanto da formare l’omonimo Lago, si prosegue lungo il sentiero che è all’inizio un’agevole sterrata, poi una traccia singola, fino a raggiungere il punto panoramico proprio di fronte ai tre salti delle cascate. “Le Cascate Maesano- dell’Amendolea, che da un canyon formano 3 salti da ben 80 metri di sviluppo verticale – racconta l’appassionata Guida Ufficiale Demi D’Arrigo - è solo una delle 500 cascate con salti superiori ai 5 metri”. Vicinissima l’area attrezzata del casello Salo consente di fare pic-nic, senza infrangere le regole del parco e inquinare l’ambiente delle cascate! Per i più romantici infine guardare un mozzafiato tramonto sullo Stretto è d’obbligo! Partendo dal centro di Gambarie, attraverso un percorso lineare di circa 3,5km con circa 200m di dislivello in salita, si raggiunge il crinale di Monte Scirocco (alle spalle dell’abitato). Da li, in una bellissima radura con un ginepraio secolare, è possibile ammirare lo spettacolo del tramonto sullo Stretto di Messina, la Sicilia, l’Etna e le Isole Eolie. Non dimenticate le torce per la discesa in notturna!

tramonto sullo Stretto

Questa escursione serale di cui è possibile far richiesta alle Guide, che organizzano attività su misura in base ai tempi e le esigenze del singolo viaggiatore, fa parte e ha concluso quest’anno l’iniziativa Park Bus realizzata dall’Ente Parco e dalle Guide Ufficiali del Parco. Park bus è un progetto che ogni estate porta i visitatori, dando priorità a chi acquista il biglietto del Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, dal museo al parco con degli ecopulmini per varie escursioni, che quest’anno hanno registrato il tutto esaurito. Nel weekend sono inoltre presenti sempre le guide ufficiali all’info point dell’Ente Parco interno al museo archeologico. Altre azioni congiunte Parco-Museo sulla scia del progetto Natura/Cultura, sono gli eventi organizzati sulla Terrazza di palazzo Piacentini, come l’osservazione del cielo d’Aspromonte grazie ai professionisti del Planetario Pythagoras di Reggio Calabria, occupati anche nella promozione del progetto Aspromonte Stellare. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è stato infatti individuato come uno dei siti che offre le condizioni migliori per osservare il cielo stellato. La proposta progettuale spazia dall’osservazione del Cielo, ai laboratori didattici, alla ricerca scientifica. In Calabria, l’Astronomia ha un ruolo fondamentale, soprattutto, nell’area della Magna Grecia dove ricadono numerose sedi del Parco, sia per motivi culturali, sia perché scienza antica.

Lestopitta

Dove mangiare

L’Aspromonte, oltre che paradiso per escursionisti, sportivi e chiunque ami rilassarsi nel verde, è ricco anche di risorse enogastronomiche che è possibile degustare, apprendendo anche dagli abitanti del luogo le antiche tecniche di lavorazione.
Per calarsi perfettamente nell’ambiente aspromontano il consiglio è una degustazione di prodotti montani al caldo di un rifugio. Noi consigliamo il Rifugio ‘Il Biancospino’, in località Carmelia (Delianuova), collegato a Gambarie attraverso il Sentiero del Brigante, della Guida Ufficiale del Parco Antonio Barca che accoglie gli escursionisti insieme al capriolo Margherita e ai dolcissimi cani Achille e Sansone. Sua moglie Teresa delizia i palati cucinando tante cose buone, tra cui il pane di grano cotto nel forno a legna, zuppe con i fagiolini locali e frittelle di fiore di zucca. In alternativa per chi preferisce pranzare o cenare nel centro di Gambarie consigliamo il ristorante/hotel Miramonti, situato in posizione tranquilla, lontano dai rumori del traffico, circondato da alberi e vegetazione. La gestione familiare da quattro generazioni offre cucina tipica nel ristorante dall’arredamento tipicamente montano, tra elementi naturali come legno e pietra e spazi verdi. Le caratteristiche della cucina, fiore all’occhiello dell’hotel, sono la tipicità locale e la genuinità dei prodotti utilizzati. La pasta fresca, le patate, i formaggi, le verdure, i legumi, il pane, i salumi, le carni, la frutta, i dolci riportano al palato gli antichi sapori della cucina calabrese. Altro valido ristorante per assaggiare le prelibatezze aspromontane come i funghi, le ricotte, il capocollo e le patate dell’Aspromonte è Il Bucaneve, di Gambarie, che Mimmo e Rocco propongono anche come casa vacanze. Per gli amanti della pizza consigliamo infine il ristorante/pizzeria Al Terrazzo, sempre a Gambarie.

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