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La nuova vita di Alfio Ghezzi e Peter Brunel

di redazione | Oct 03, 2019

Tra i più apprezzati chef trentini, i due talenti firmano nuovi ristoranti gourmet a Rovereto ed Arco

Loro sono due fuoriclasse, che dopo aver guidato ristoranti prestigiosi approdano a Rovereto e ad Arco, per conquistare i palati con i loro piatti signature ma anche nuove specialità. Dopo un decennio al comando della Locanda Margon, due stelle Michelin, Alfio Ghezzi sbarca al Mart, per realizzare un realizzare e proporre una cucina che dialoghino con le collezioni d’arte moderna e contemporanea del museo. Non a caso i locali della caffetteria sono stati rinnovati con la guida dello stesso architetto Mario Botta che, insieme allo studio Baldessari e Baldessari, ha scelto arredi ed oggetti di design del xx secolo, tutti rigorosamente made in Italy.

L’apertura del ristorante è prevista per il 22 ottobre 2019, ma nell’attesa lo chef ci ha descritto una ricetta che non mancherà al Mart: il suo piatto preferito, “le Chiocciole Monograno Kamut, salsa al trentingrana, tonno e caffè”, di cui Alfio parla appassionatamente come di un’interpretazione moderna del piatto che gli cucinava la madre nei giorni di festa. In menu non mancheranno i lievitati gourmet (sia i panini che la pizza alla pala), ma anche insalate e piatti tratti dalla tradizione gastronomica regionale e dalla storia locale.

Nel firmamento della gastronomia trentina anche Peter Brunel, dopo la fortunata esperienza a Firenze, come executive chef del ristorante Borgo San Jacopo, per la famiglia Ferragamo. A 44 anni compiuti lo chef originario della Val di Fassa, dopo varie esperienze e la stella Michelin (già conquistata a soli 28 anni, presso "Villa Negri" a Riva del Garda), è tornato finalmente in Trentino aprendo ad Arco il primo ristorante a suo nome, non lontano dalle sponde del lago di Garda.

Inaugurato di recente, il suo progetto solista ha preso corpo in uno spazio luminoso, arredato con gusto minimalista, con tre salottini con caminetti librerie e poltroncine colorate, e due sale affacciate sulla cucina e sul giardino per complessivi 30 coperti, a pranzo e cena tutto l’anno. Propone menù alla carta e percorsi degustazione (“Le famiglie degli ortaggi e l’oliva del Garda” ed “Experience”), con il comune denominatore della sperimentazione rispettosa delle materie prime locali. Da provare “l’Orto d’estate”, piatto di soli vegetali, quinoa ed erbe aromatiche; ma anche i “gamberi marinati al lime e barbabietola con la sua spuma e bocconcini di mozzarella fatta in casa”, “il risotto cotto nel centrifugato di mela con rafano bianco e polvere di lamponi”; “la trota con infuso di funghi, zafferano e maggiorana”. Ovviamente ci sarà anche il piatto divenuto firma di Brunel: “gli spaghetti di patata, conditi con taccole e salsa al pesto genovese”.

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