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Bova, cuore della Calabria greca

di Eleonora David | Nov 18, 2019

la "capitale" dell'area grecanica

Il Borgo di Bova, arroccato su un versante montano, conserva una memoria storica unica nel suo genere: è un vero e proprio contenitore della cultura magnogreca vivente, costituita da tante piccole etnie diverse. Preziose pagine di storia e cultura sono custodite dalla difficile accessibilità del borgo, un luogo ricco di fascino e di primitiva bellezza.
Un intreccio di strette viuzze pedonali in pietra (percorribili anche con l’asino) vicoli ciechi, scalinate, si inerpicano intersecandosi, aprendosi su piccoli e grandi slarghi, su piazzette che conducono a piccole e storiche chiese, tra cui l’interessantissima Chiesa Bizantina. Vale la pena anche una Passeggiata notturna!
Ubicato ad 825 metri di altitudine, il Borgo di Bova può fregiarsi del marchio del Ministero per il turismo ‘Comune gioiello d’Italia’ ed è annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia, oltre ad essere riconosciuto Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Dalla rupe del Castello, punto più panoramico, si può ammirare l’Etna, gran parte delle costa orientale della Sicilia e tutto l’Aspromonte meridionale. Il mar Ionio e una catena di colline a forma di pan di zucchero, fronteggiano il paese che ha alle spalle l’Aspromonte.
Bova, patria di San Leo, si erge dall’alto a presidio dei sui Campi che consentono l’accesso a territori tutt’oggi poco conosciuti turisticamente e che sono il tesoro di questo territorio. Pur conservando il fascino di un tempo, il comune ha avviato dieci anni fa un’opera di riqualificazione del borgo: tramite un’iniziativa ha ospitato vari artisti (con vitto e alloggio gratuiti) in cambio della realizzazione di un’opera in grado di rappresentare la sinergia tra Calabria e Grecia. Assolutamente da visitare almeno una volta nella vita infatti, quantomeno per assaporare appunto quest’influenza greca presente ancora nella cultura bovese. In particolare l’idioma greco-calabro è qui ancora curato e mantenuto in vita attraverso numerose attività culturali e folcloristiche. A tal proposito, in questo sito non può mancare una Visita al Museo della Lingua Greco Calabria ‘Gerhard Rohlfs’ dedicato allo studioso tedesco che, fin dal 1924, sostenne l’origine magnogreca della parlata che ancora vive in questi luoghi.

Gerhard Rohlfs e la riscoperta del patrimonio culturale dei greci di Calabria
Giunto per la prima volta nell’Aspromonte meridionale negli anni Venti del Novecento (quando il fascismo contrastava tutte le minoranze linguistiche italiane), Gerhard Rohlfs instaurò con le comunità grecaniche un rapporto costruttivo e affettuoso, destinato a lasciare un segno indelebile nel tempo – racconta Pasquale Faenza, Conservatore e restauratore - profondamente calato nel contesto locale entrò fin da subito nel cuore delle persone insegnando ad amare loro la propria lingua”. Dagli anni ‘50 nel ‘900, grazie al suo instancabile lavoro di ricerca, le comunità grecaniche iniziano ad apprezzare e valorizzare questa lingua tanto particolare. La gran parte dei parlanti si concentra ormai nei soli comuni di Bova, Bova Marina, Condofuri, Roghudi e Roccaforte del Greco, che insieme costituiscono il cuore pulsante della Calabria greca: l’area (o isola) ellenofona.

 

“Soltanto chi abbia visitato personalmente a dorso di asino su sentieri impraticabili paesi così remoti come Roghudi, Roccaforte, Bova, Africo, Pentdattilo, potrà comprendere perché precisamente in questa zona la lingua greca abbia potuto resistere tanto tempo”.
Gerhard Rohlfs

 

Da non perdere:

  • Museo di Paleontologia (espone un gran numero di esemplari fossili, circa 15mila, concernenti faune e flore calabresi)
  • Centro Visita di Bova (dedicato alla cultura dei greci di Calabria con oggetti e rappresentazioni della tradizione grecanica)
  • Ricca biblioteca (con testi specifici sulla cultura grecanica)
  • Museo all’aperto della Civiltà Contadina (con cimeli della via agropastorale bovese)

L’enogastronomia di Bova
Da non perdere la degustazione dei prodotti tipici a base di bergamotto, tra succhi, bibite come il Bergotto, dolcetti e il liquore tipico della Calabria greca Kaciuto, a base di bergamotto, alloro, liquirizia e finocchietto. Raccomandata anche la degustazione dei formaggi prodotti con il latte caprino e il vino locale. È possibile inoltre degustare la Lestopitta, impasto fritto di farina e acqua con la forma di una piadina che viene consumata calda e farcita.
Dove assaggiare queste prelibatezze nel Borgo? Senza dubbio a pranzo o cena nella Cooperativa San Leo, un gruppo di giovani con la missione di promuovere, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio ambientale e culturale dell’area greca del Parco Nazionale dell’Aspromonte, in una prospettiva di turismo e di sviluppo sostenibile a stretto contatto con la natura e la cultura tradizionale. Il ristorante offre buffet rustici, pranzi e cene a base di prodotti tipici in un’atmosfera allegra ed accogliente, ma si occupa anche della preparazione dei pranzi al sacco e del vitto per gli escursionisti rigorosamente con cucina tradizionale! La coop. San Leo infatti organizza inoltre numerose attività sia in campo escursionistico sia in campo culturale, proponendo pacchetti di trekking ed escursionismo personalizzati con Naturaliter, l’unico tour operator operante all’interno del parco, sia a piedi che con gli asini, sia d’estate in mountain-bike che d’inverno con la neve. In progettazione anche un percorso escursionistico in grado di portare persone diversamente abili alla scoperta del Parco Nazionale dell’Aspromonte. La cooperativa gestisce peraltro l’Esperienza Ospitalità Diffusa nel Borgo di Bova: il soggiorno nelle case abitate, o di proprietà delle famiglie del luogo permette di vivere ai visitatori la tipica ospitalità greca.

Leggi la rubrica dedicata ai Borghi d'Italia