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Bosco di San Francesco, ad Assisi la cultura ha un gusto

di Redazione | Jan 10, 2020

Produzione agricola e arte per migliorare l'esperienza turistica

Il Bosco di San Francesco, bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano, è una porzione intatta di paesaggio umbro, luogo di armonia e silenzio ai piedi della grandiosa Basilica di San Francesco ad Assisi. Esteso su 64 ettari è attraversato da circa 5 chilometri di sentieri ben segnalati che permettono una suggestiva visita del torrente Tescio. Qui boschi di roverelle, carpini e lecci si alternano ad uliveti e radure che l’incuria aveva ridotto a una discarica e che il FAI dopo la donazione da parte di Intesa Sanpaolo nel 2008, ha interamente recuperato e riaperto al pubblico nel 2011.
In Italia sono più di trenta i luoghi, come il Bosco di San Francesco, di cui il FAI si prende cura ogni giorno. Abbazie, ville e giardini, castelli e paesaggi indimenticabili, luoghi di cui la Fondazione protegge la bellezza e dei quali si impegna a raccontare con rigore e passione l’anima e la storia, perché si possa scoprirli e trascorrervi dei momenti indimenticabili. Ma non solo, in alcuni Beni, il FAI realizza una produzione agricola che diventa esperienza turistica e gift per il bookshop, andando a supportare la missione della Fondazione.
Nel Bosco di San Francesco sono stati restaurati e riaperti al pubblico oltre ai sentieri, le testimonianze di un microcosmo medievale abitato da monache benedettine tra ‘200 e ‘600: un monastero con i resti dell’antico “ospitale” che assisteva malati e pellegrini e che oggi ospita il punto informativo del FAI, la piccola chiesa romanica di Santa Croce, un mulino medievale che oggi ospita il ristorante tipico l’Osteria del Mulino e, poco più avanti nella valle, una torre trecentesca a difesa di un antico opificio. La torre restaurata domina e permette di ammirare dall’alto la land art “Terzo Paradiso” realizzata con 121 ulivi disposti a doppio filare a formare tre ampi elementi circolari tra loro tangenti opera donata al FAI dal Maestro Michelangelo Pistoletto.
Grazie ad un innovativo recupero paesaggistico il FAI ha valorizzato circa 1.000 olivi di varietà locali parte dei quali danno vita alla land art “Terzo Paradiso” andando anche restaurare i tipici muretti a secco. Una gestione attenta alla sostenibilità ambientale degli oliveti permette la produzione di un olio extravergine di oliva di alta qualità che è possibile acquistare nel centro visite. E le attività tipiche della gestione degli uliveti come la potatura e la raccolta delle olive diventano, insieme alla degustazione e allo shopping, un’esperienza turistica esclusiva e molto gradita ai visitatori.
Il Bosco è aperto al pubblico da marzo a gennaio e nello spirito della missione FAI (cura, educazione e vigilanza) è un luogo da amare e da vivere: ogni anno sono oltre 25.000 i visitatori che scelgono di passarvi una giornata partecipando ai numerosi eventi che vi si organizzano, alle attività didattiche, alle visite guidate oppure semplicemente facendo una passeggiata.
In definitiva il Bosco di San Francesco è la meta ideale per chi vuole trascorrere una giornata in un luogo unico al mondo tra natura, misticismo, arte, storia e perché no, anche buon cibo.

Itinerario 1:
Dalla Basilica di San Francesco al Complesso benedettino di Santa Croce attraverso la Selva di San Francesco per godere della natura e della spiritualità dei luoghi.
Durata: 40 minuti di percorrenza (1,5 km circa) dislivello 100 mt - Difficoltà: Turistica

Itinerario 2:
Sentiero che dal Complesso benedettino di Santa croce lungo il fiume conduce al Terzo Paradiso, l'opera di land art realizzata da Michelangelo Pistoletto. Possibilità di salire sulla torre medievale e meditare nel percorso tra gli uliveti del Terzo Paradiso.
Durata: 45 minuti di percorrenza (3 km circa a/r), pianeggiante - Difficoltà: Turistica

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