×

CATEGORIE

Italia Travel Awards

Destinazioni
Estero Italia
Partire
App & Hi-Tech Arte e Cultura Benessere Esperienze di Viaggio Eventi Mangiare in Viaggio Novità Promozioni e Concorsi Shopping Turismo sostenibile Vacanze per Famiglie Viaggi accessibili Viaggi al femminile Viaggi di lusso Viaggi di stagione Viaggi low cost Weekend
Viaggi Curiosi
Buona fortuna Miti e leggende Sai perché Stranezze dal mondo
Partire | Turismo sostenibile

New York per l’ambiente: le ostriche per salvare i mari

di Redazione | Jan 30, 2020

L’Associazione Billion Oyster Project rigenera l’ecosistema coltivando un miliardo di ostriche nelle acque intorno alla Grande Mela

Coltivare un miliardo di ostriche nelle acque che circondano New York, con l’obiettivo di rigenerare l’ecosistema delle aree costiere limitrofe alla Grande Mela. È l’obiettivo del Billion Oyster Project l’ambizioso progetto nato nel 2012 da un’idea dell’omonima associazione, guidata da Pete Malinowski, per fronteggiare i danni del devastante uragano Sally, che aveva distrutto intere aree costiere, da Coney Island a Staten Island. Obiettivo? Raggiungere il miliardo di ostriche entro il 2035 grazie al contributo di volontari e scuole invitate a partecipare all’operazione. Perché le ostriche? Per una ragione storica, in primis. Quando all’inizio del Seicento Henry Hudson risalì per la prima volta il fiume che avrebbe preso il suo nome, la barriera di ostriche che popolavano l’estuario dell’Hudson era estesa per 90mila ettari. E per secoli, prima dell’inquinamento causato dalla rivoluzione industriale, le ostriche di New York furono nutrimento per i coloni, oltre che indispensabile barriera naturale per proteggere le coste dall’erosione dei fenomeni atmosferici.

Non tutti poi sanno che le ostriche sono un potente drenante naturale delle acque, capaci di filtrare fino a 190 litri di acqua al giorno, depurandola da nitrati, metalli inquinanti, batteri. Ergo rigenerano i mari al pari delle barriere coralline, contribuendo indirettamente a riportarli in vita, favorendo il ripopolamento delle acque. Lo dimostra il fatto che nelle acque che circondano la città, nonostante si tratti di uno dei porti più trafficati al mondo sono tornati anche i cavallucci marini. Avviato nell’area del New York Harbour nel 2014, e finora ha permesso di mettere a dimora 28 milioni di ostriche. La realizzazione di una barriera sempre più resistente permetterà di scongiurare il rischio di erosioni e devastazioni provocate da cataclismi climatici (visto i tempi che corrono, meglio prevenire).

Leggi qui tutte le altre notizie Think natural