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Arte, Cultura e Curiosità | Dal quadro al viaggio

Mark Chagall in mostra a Bologna

di Daniela Di Monaco | Feb 06, 2020

Tra Sogno e Magia si entra felicemente nella pittura di Chagall, nelle sue favole incantate, nei forti colori che danno vita piena alle figure. Appuntamento a Palazzo Albergati, Bologna,con il patrocinio del gruppo Artemisia

Tra Sogno e Magia si entra felicemente nella pittura di Chagall, nelle sue favole incantate, nei forti colori che danno vita piena alle figure. Figure di animali, uomini e donne, paesaggi che scorrono sotto gli occhi del visitatore in un percorso fatto di sogni e sempre sul filo della sensibilità poetica del pittore, che si muove con le espressioni più originali. Non ci si stanca mai di vedere e rivedere le opere di Marc Chagall in mostra, che sono tante, perché l’artista ebreo russo nato a Vitebsk nel 1887 muore a Parigi quasi centenario nel 1985.  Una vita immersa in una pittura che parlava e raccontava in modo affascinante di una infanzia felice, della cultura ebraica e di quella russa, della famiglia, di letteratura e religione, di guerra, esodo e morte fino alla scomparsa dell’amatissima moglie Bella alla quale lui sopravvive con dolore e fatica ma senza perdere l’ispirazione e la sua capacità espressiva.

Le sue opere – dipinti, acquerelli, incisioni, disegni, stampe – sono un libro aperto sulla sua lunghissima vita costellata di diverse esperienze tutte determinanti per i contenuti dei suoi lavori. I ricordi infantili sono vividi e felici cosi come il legame con la famiglia e la memoria del villaggio. Il senso della religiosità è altrettanto profondo e quando si trasferisce a Parigi nel 1910, da sempre centro nevralgico della ricerca creativa, nonostante la vita interessante e colma di novità e gli incontri con i mercanti d’arte, le Accademie e i Salon, ebbene Chagall sente la nostalgia della famiglia e del villaggio, delle radici e dei luoghi della memoria, vuole rivedere i familiari e accompagnare la sorella all’altare.

Ma soprattutto Chagall vuole tornare da lei, Bella Rosenfeld, suo unico grande amore, conosciuta a San Pietroburgo. Sposerà Bella e nascerà la figlia Ida, due delle protagoniste di molti suoi quadri. Con gli anni e le esperienze legate anche a nuovi rapporti con poeti e letterati, la sua pittura si arricchisce con riferimenti alla Bibbia, al mondo delle favole e del circo che lo ha affascinato fin dalla infanzia. Ma è quasi sempre l’amore che domina le sue opere e che dà senso alla sua vita e alla sua arte. I mazzi di fiori si accompagnano a una coppia di innamorati in una esplosione di colori. Chagall amava il Circo e, seduto tra il pubblico, disegnava gli animali, i trapezisti, le luci e i lustrini…. e il pagliaccio, figura commovente di una sua gouache, e uomo innamorato che tiene in mano un mazzo di fiori.

Gli animali assai spesso popolano le sue opere: vitelli, maiali, rane, volpi e galli in un immaginario magico, retaggio della sua infanzia nel villaggio; ma la magia e la fervida fantasia rendono alate queste creature che volano sopra i tetti come l’asino blu, mentre il gallo si può cavalcare, vediamo donne con teste di capra e un gatto dal volto umano. Amore, fiori, animali, saltimbanchi e violinisti…..e il matrimonio che è unione spirituale di due anime ed è frutto dell’amore. Il viaggio in Palestina, accompagnato dalla famiglia, risveglia le radici più lontane, il senso del dramma dell’esodo e dell’ebreo errante. Questo pellegrinaggio in Terra Santa darà vita tra il 1931 e il 1939 a un ampio numero di stampe e a un più grande progetto. 

Torna in Russia nel 1914 mentre scoppia la Prima Guerra Mondiale e per diversi anni non potrà tornare a Parigi fino al 1923. Ma il soggiorno in Russia sarà ricco di altre esperienze: organizza la scuola d’arte di Vitebsk, e a Mosca lavorerà con il Teatro d’Arte Ebraico. Tornato a Parigi, lo precede la fama e ritrova amici, pittori e letterati. Il mercante d’arte Vollard gli commissiona l’illustrazione di “Le anime morte” di Nikolaj Gogol e poi delle Favole di La Fontaine e nel lavoro su quest’ultime Chagall si rifà alla tradizione russa, alle icone e ai “lubki” le colorate stampa popolari che, accompagnate da semplici didascalie, erano usate per istruire il popolo. Parigi resterà per sempre la sua seconda patria e casa, salvo che dal 1941 al 1948 quando si rifugia con la famiglia negli Stati Uniti per evitare di essere deportato in quanto ebreo dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quegli anni sono segnati drammaticamente dalla morte improvvisa di Belle che lo lascia svuotato di energie e smette di dipingere per qualche tempo.  Ma quel suo mondo così ricco e personale, lo spazio lirico, la poesia e la fantasia non possono spegnersi e Chagall ricomincia a lavorare e a creare le sue magiche opere.

Torna in Francia nel 1948 e andrà a vivere tra Nizza e Saint-Paul-de Vence dove muore nel 1985.