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Il Drago del Col di Lana

di Redazione | Apr 20, 2020

Leggenda Arabba

In un tempo lontano, il monte Col di Lana sputava fuoco come l'Etna e, come altri vulcani, era ritenuto il camino dell'inferno. I prati di Incisa, la montagna di Corte, di Castello e di Andraz, non erano che cenere e pietre.
D'inverno dalle sue pendici si staccavano pericolose valanghe e d'estate uomini e bestiame perdevano la vita a causa di distaccamenti e frane.
Tutta la Valle di Livinallongo tremava e gli abitanti vivevano nella paura, sostenendo che tutto questo fosse provocato dal drago di San Giorgio che abitava all'interno del Col di Lana. Quando questo si muoveva, tutta la montagna tremava. Non si sapeva come porre fine a tutto questo, fino a che un giorno il parroco di Pieve di Livinallongo fece portare sulla cima una grande croce di ferro sulla quale erano state incise delle misteriose parole con il sangue. La croce venne conficcata sulla cima della montagna, e si infilzò proprio nella testa del drago che si addormentò. Da quella volta non ci furono più gravi disastri e la gente potè vivere tranquilla.
Tuttavia, a volte pare che il drago si voglia risvegliare: dà una scrollatina al Col di Lana, provocando delle frane e valanghe dalle sue pendici. Si spera sempre che non si risvegli completamente.